
Esaltante, tragica e complessa la storia di Séraphine Louis de Senlis [1864-1942], che chi ha passione per l’arte e la creatività delle donne non può ignorare: autodidatta, povera cameriera, a suo modo mistica, ebbe un grande e inaspettato successo. Ma ha chiuso la propria vita in un manicomio.
La “pazzia” è stata comune a molti artisti e molte artiste. Ma forse sono state le donne in numero maggiore a esser rinchiuse in manicomio, e spesso soltanto per esser ribelli agli schemi imposti dalla società e dalle famiglie.
Katia Ricci, già insegnante di Storia dell’Arte, ha fondato con altre il Circolo Culturale La Merlettaia di Foggia, dove si dedica alla ricerca e diffusione dell’arte, in particolare delle donne.
Tra le sue pubblicazioni: Mary Cassatt. Da Pittsburgh a Parigi (Selene Edizioni, Milano 2002). A scuola con Mary Cassatt in Matrice. Pensiero delle donne e pratiche artistiche, a cura di Donatella Franchi (Quaderni di Via Dogana, Libreria delle donne di Milano 2004). Le ali della libertà in Forme del destino. Etty Hillesum, a cura di Pia Marcolivio (Palomar, Bari 2005). La lezione delle tessitrici del Bauhaus, in Lingua bene comune, a cura di Vita Cosentino (Città Aperta Edizioni, Troina 2006). Charlotte Salomon, I colori della Vita, (Palomar, Bari 2006). Séraphine de Senlis, artista senza rivali, (Tufani 2015). Lupini violetti dietro il filo spinato. Artiste e poete a Ravensbrück (Tufani 2020). Controra (Les FlâneursEdizioni2022)






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