Lunedì 11 marzo ore 18.30 Le Parole del femminismo  a cura di Alveare Lecce e Casa delle Donne di Lecce.

“𝐍𝐨𝐧 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢” [Rosenberg & Sellier 1987]. Il libro che dalla Libreria delle donne di Milano ha viaggiato per l’Italia e per l’Europa senza smettere di aprire cervelli, coscienze, provocare discussioni, anche conflitti, rivoluzioni e – come dice più d’una – veri tsunami.

Ce ne parlano 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐚 De Gaetano, 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐚 Caiazzo, 𝐂𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚 De Gaetano, 𝐑𝐚𝐦𝐨𝐧𝐚 Capani, quattro femministe giovani intelligenti e pensanti.

Crediamo che sarà davvero interessante, particolarmente interessante, ascoltarle.

La Libreria delle donne di Milano lo introduceva così:

“Tema di questo libro è la necessità di dare senso, esaltare, rappresentare in parole e immagini il rapporto di una donna con una sua simile.

Se mettere in parole una pratica politica è uguale a fare teoria, allora questo è un libro di teoria perché i rapporti fra donne sono la sostanza della nostra politica.

È un libro di teoria, dunque, ma misto di racconti. 𝐏𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐮𝐧 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐭𝐞𝐨𝐫𝐢𝐜𝐨 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐟𝐞𝐫𝐢𝐬𝐜𝐞 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐭𝐨 𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐮𝐧 𝐧𝐨𝐦𝐞 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐢 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚, 𝐢𝐧 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞, 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐧𝐨𝐦𝐞.

I fatti e le idee che esponiamo hanno avuto luogo fra il 1966 e il 1986 principalmente a Milano. Comunemente vengono messi sotto il nome del femminismo. Ora noi vorremmo portare in luce il loro senso vero e quindi anche il loro nome.

Il nome è «genealogia». Negli anni e luoghi indicati abbiamo visto prendere forma una genealogia di donne, ossia un venire al mondo di donne legittimate dal riferimento alla loro origine femminile.

A dirlo c’è un’emozione, è una vicenda emozionante anche perché rimane in bilico. Noi non siamo certe che la storia ricostruita con questo libro produrrà veramente quello che abbiamo cercato che è di essere iscritte in una generazione femminile. Non è escluso che alla prova dei fatti la nostra esperienza risulterà essere soltanto una delle tante vicissitudini storiche del fragile concetto di donna.”

Vi aspettiamo numerose! E puntuali.

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