Lunedì 20 maggio 2024 ore 18,30 Le Parole del femminismo  a cura di Alveare Lecce e Casa delle Donne di Lecce.

“Nei tempi che attraversiamo, grande è il rischio di ritrovarsi senza parole, ammutolite dalle guerre, dai massacri, soprattutto dall’indifferenza per le vite umane, inghiottite al largo di Pylos oppure davanti a Cutro. Per questo, invece, perché può produrre lingua e relazioni, voglio ragionare di “amicizia politica, come pratica orientata per il presente” che la Libreria delle donne di Milano ha posto alla riflessione nell’invito alla redazione aperta di una Via Dogana 3.

L’amicizia politica non presuppone l’essere in sintonia. In effetti, mi convince Chiara Zamboni quando dice che non ha a che fare con l’essere d’accordo con l’altra. Piuttosto si tratta di un esercizio, una pratica di scambio di parola non sempre facile né necessariamente concorde. Suppone un’interlocuzione che può anche essere conflittuale o persino rude, perché esige autenticità e verità, e che è in grado di trasformarci, costringendoci  ad abbandonare la corazza dell’identità, – come ha detto Letizia Paolozzi.

La pratica di relazione che si sviluppa nei gruppi e nelle reti femministe va oltre l’amicizia come sentimento o affinità e sfida la politica come appartenenza. Nasce da una mutua lealtà che ci unisce nel riconoscimento reciproco e nella passione condivisa nel/per il mondo. Da questo deriva la forza generativa e trasformativa dell’amicizia politica femminile, che tiene insieme l’immediatezza e la concretezza della relazione intersoggettiva, il suo carattere di esperienza vissuta e la realtà del mondo che ci interpella.  

Amicizia politica non è nemmeno l’esperienza fusionale dell’identificazione, la condivisione della femminilità o del genere. È una pratica che ci singolarizza e ci responsabilizza del nostro stare in relazione. Se quello che contraddistingue l’amicizia in generale è il piacere per quanto nell’altra o nell’altro c’è di peculiare, di più profondamente diverso da noi, nelle relazioni tra donne questa esperienza  è “già politica”.

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