È stato un bellissimo viaggio cominciato nell’ottobre del 2023. Ci vediamo lunedì 3 giugno ore 18,00 in Alveare Lecce per ripensare insieme. E ci daremo appuntamento a fine estate con un nuovo calendario e altre parole.

Libertà Femminile e Genealogia Femminile…una intenzione di questi incontri è proprio quella di farci capire, di essere capite e di capire; non necessariamente essere d’accordo su quello che da quelle parole o insiemi di parole consegue nella pratica politica, ma condividerne il senso e il significato. E una concomitante intenzione è scambiare pensiero ed esperienza con le donne giovani, nel tentativo spesso fallito ma irrinunciabile di trasmettere la storia del femminismo italiano, e il linguaggio che ne descrive le pratiche. 9/10/23

Pratica delle Relazioni…in altre parole, uno stare al mondo tenendoci in rapporto con le nostre simili e in questo rapporto dare sostanza a quello che la prevalenza del maschile nega, che è il dato originario del nostro essere donne e non uomini. Il mondo è uno solo, abitato da donne come da uomini, bambini, bestie e cose varie, viventi o non viventi, e in questo mondo che è uno solo vogliamo stare con agio. 23/10/23

Partire da sé…l’invito a partire da sé, proprio agli inizi della storia del femminismo, veniva dalla necessità – pressante – di ribaltare la nostra abitudine di pensarci a partire da “altro da sé” cioè ad accettare, anzi fare come se fosse nostra, una immagine della donna disegnata dagli uomini, dalla cultura maschile nel corso dei secoli. 27/11/23

Differenza sessuale/gender…La differenza sessuale e la differenza di genere sembrano oggi due alternative antropologiche. La differenza sessuale è messa in questione, e la “liquefazione” della differenza sarebbe il rimedio efficace per stroncare tutte le discriminazioni. Ma davvero è così? 11/12/23

Estraneità… una può dire: ma io ci riesco, ce la faccio. Può darsi. Ci sono certamente donne che, in determinate circostanze, riescono ad affermarsi alla pari con uomini e anche al di sopra. Ma a costo di una mutilazione che spesso si nasconde come sofferenza personale e che comunque finisce per manifestarsi come isolamento dalle proprie simili, incapacità di capirle e, sotto sotto, disprezzo per il proprio sesso. 15/1/24

Affidamento Creare un precedente di forza. Passare dalla solidarietà tra donne a rapporti diversificati e forti., definire interessi anche minimi comuni, vedere la ricchezza della diversità, riconoscere la disparità tra donne. L’affidamento non è una scoperta: è una nominazione, è la proposta di una pratica per rafforzare il proprio desiderio e trovare riferimenti simbolici offerti da altre donne. Come scritto in Non credere di avere dei diritti “avere delle interlocutrici magistrali è più importante che avere dei diritti riconosciuti. Un’interlocutrice autorevole è necessaria, se si vuole articolare la propria vita in un progetto di libertà e darsi cosi ragione del proprio essere donna; la mente femminile, senza collocazione simbolica, ha paura.” 29/1/24

Il corpo delle donne e…la relazione con il tempo del corpo delle donne è una relazione che differisce da quella maschile giacché i cicli di vita femminili hanno un andamento circolare. Chiara Saraceno definisce la donna “periodica” a differenza della “linearità “del tempo maschile. Gayle Rubin pubblica nel 1972 “Lo scambio delle donne” – nel quale compendia nel concetto di “genere” il ruolo sociale che il potere maschile assegna alle donne. Il neofemminismo, come pensiero e politica delle donne, destruttura nelle relazioni gli stereotipi legati al genere. 12/2/24

Non credere di avere dei diritti… Il nome è «genealogia». Negli anni e luoghi indicati abbiamo visto prendere forma una genealogia di donne, ossia un venire al mondo di donne legittimate dal riferimento alla loro origine femminile. A dirlo c’è un’emozione, è una vicenda emozionante anche perché rimane in bilico. Noi non siamo certe che la storia ricostruita con questo libro produrrà veramente quello che abbiamo cercato che è di essere iscritte in una generazione femminile. 11/3/24

Il Post Patriarcato…chiamiamo salto di civiltà un cambiamento soggettivo, economico, sociale e politico che antepone la relazione e l’interdipendenza alle pretese arroganti dell’individuo sovrano, la vulnerabilità e la cura all’onnipotenza necrofila, il bene comune all’interesse parcellizzato e al profitto, l’immaginazione e l’invenzione politica alla reiterazione delle mosse del potere. Questo salto ha un segno femminile, perché si nutre dell’esperienza storica femminile e vive da decenni nella politica messa al mondo dal femminismo. È un salto della specie, in cui le donne non rivendicano qualcosa per sé ma aprono una strada per tutti. 25/3/24

Orientarsi con l’amore… è l’idea che un’amicizia è politica in quanto ha a cuore il mondo. È questo che la fa diversa dalla semplice amicizia. Non si è mai soltanto in due in questo legame perché c’è un terzo. Il terzo tra noi è il mondo. Il mondo ci interessa, ci coinvolge, sentiamo la necessità di confrontarci costantemente su di esso. Allo stesso tempo è ciò che ci permette di essere in rapporto tra noi. Noi abitiamo il mondo e allo stesso tempo il mondo è la nostra passione. 8/4/24

La politica del desiderio…tutte, tutti conosciamo il bisogno profondo «di valere come singolarità» lo proviamo tutti, tutte ma nelle società neoliberali viene intercettato da offerte di «surrogati scadenti e violenti, che si traducono nella competizione, nella dinamica della prestazione, in relazioni strumentali e quindi alla fine in una esistenza a disposizione del mercato. Ma c’è una libertà – e un desiderio di libertà – che il liberalismo non conosce (o la intravede e cerca di sradicarla), simile a quella di chi crea opere d’arte, «ed è la libertà di inventare nuove mediazioni, indipendenti dai soldi e dai rapporti di forza. Che vuol dire: uscire dal determinismo, scoprire che il mondo racchiude molti mondi e che noi già lì abitiamo. 22/4/24

Il Patriarcato è finito… “𝐼𝑙 𝑝𝑎𝑡𝑟𝑖𝑎𝑟𝑐𝑎𝑡𝑜 è 𝑓𝑖𝑛𝑖𝑡𝑜, 𝑛𝑜𝑛 ℎ𝑎 𝑝𝑖ù 𝑖𝑙 𝑐𝑟𝑒𝑑𝑖𝑡𝑜 𝑓𝑒𝑚𝑚𝑖𝑛𝑖𝑙𝑒 𝑒𝑑 è 𝑓𝑖𝑛𝑖𝑡𝑜. È 𝑑𝑢𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑐𝑎𝑝𝑎𝑐𝑖𝑡à 𝑑𝑖 𝑠𝑖𝑔𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑓𝑒𝑚𝑚𝑖𝑛𝑖𝑙𝑒. 𝐴𝑑𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑙’ℎ𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑑𝑢𝑡𝑎, 𝑐𝑖 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑟𝑔𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑢ò 𝑑𝑢𝑟𝑎𝑟𝑒.” Cosa non era chiaro, in queste parole? Che cosa non era stato capito, che cosa non si capisce, – di quella lungimirante e insieme già in ritardo affermazione? Perché ancora oggi molte credono che il patriarcato sia vivo e vegeto, e responsabile delle disgrazie del mondo? 6/5/24

Amicizia Politica… La pratica di relazione che si sviluppa nei gruppi e nelle reti femministe va oltre l’amicizia come sentimento o affinità e sfida la politica come appartenenza. Nasce da una mutua lealtà che ci unisce nel riconoscimento reciproco e nella passione condivisa nel/per il mondo. Da questo deriva la forza generativa e trasformativa dell’amicizia politica femminile, che tiene insieme l’immediatezza e la concretezza della relazione intersoggettiva, il suo carattere di esperienza vissuta e la realtà del mondo che ci interpella. 15/5/24

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