
Alveare Milano, 15 giugno 2024, intervento di Raffaella Gallerati alla presentazione del terzo volume di Giovanna Foglia ‘La Rinascita’.
Grazie Giò Giò, del libro. Mi è piaciuto molto e mi piace rileggere il terzo volume di questa avvincente saga femminista, la cui scrittura è agile, fluida, spesso illuminante mai noiosa o che perda ritmo. Neanche quando indugia nelle descrizioni del paesaggio messicano.
Ovunque passi la protagonista vuole lasciare semi di ribellione, respira e cospira con il desiderio che ogni donna spezzi le proprie catene. Che le donne si uniscano in una sola nazione. Via tutti i catafalchi a misura d’uomo innalzati nei secoli dei secoli da sistemi e istituzioni. E via le maschere della presunta superiorità maschile.
La sua disappartenenza le è chiara fin dall’inizio. Lei si tiene alla larga da qualsiasi collaborazione con quel mondo prevaricante e predatore. Già con la famiglia altoborghese ha rotto i ponti entrando in risonanza con lo tsunami delle donne del movimento.
Le personagge che si intrecciano alle vicende di Giovanna sono tante e reali, pulsanti di vite e azioni vere, ognuna diversa, ognuna eletta per empatia e nella sua differenza. Una buona dose di curiosità nello scoprire quale amica si nascondesse dietro i nomi di fantasia mi ha accompagnato nella mia lettura.
In questo terzo volume – 𝐋𝐚 𝐑𝐢𝐧𝐚𝐬𝐜𝐢𝐭𝐚 – la Giò Giò dell’universo è la Giovanna dei due continenti, Europa e Americhe. E donna e uomo separati in due realtà a se stanti, come teorizza in 𝑈𝑛𝑜 𝑆𝑐𝑖𝑠𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑒.
Nel continuum di un percorso di liberazione e mentre si scatena in traversate oceaniche di andate e ritorni, in stravaganti avventure e disavventure, la protagonista si scatena e si slega anche dalle convenzioni, dalle leggi, dal perbenismo dei valori borghesi della famiglia e della società. Ma anche dalla sua amata Gabriella. Passo dopo passo accede e accade a una comprensione più profonda di sé e delle sue libertà.
È un viaggio di metamorfosi evolutiva e spirituale. Anche le sostanze psicotrope come la Marijuana e la psilocibina sono sperimentate con consapevolezza, come strumenti di luce, di connessione con la parte più creativa e rigenerativa di sé.
Da questo step della sua evoluzione Giovanna rinasce, e con un nuovo nome. Quello con cui viene dolcemente chiamata, Juanita.
Questo volume ha duecento ventisette pagine zeppe di fatti e luoghi in cui andare e perdersi con lei, – per ritrovarsi infine a Palenque, in una selva tutt’altro che oscura. Una Selva ch’è dovizia di risorse e bellezza. Che a Juanita non sta stretta neanche in solitudine, anzi la fortifica, la avvolge in un’intima cospirazione con la natura.
Tutt’una con la selva, con il suo fresco alito e con respiro consapevole si avventura nella meditazione. Sempre più convinta convincente e assertiva portatrice di nuovi valori antipatriarcali. Sempre più militante di libertà.






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