L’incontro con Flavia Papadia è stato intenso e fecondo. Ogni volta, a ogni incontro, l’orizzonte dell’Atelier d’arte di Alveare Lecce si allarga, ma soprattutto camminiamo insieme. Non è facile, non è scontato ma è possibile. Condividiamo  parte dell’introduzione di Flavia con il suo consenso e la ringraziamo.

“Care donne di Alveare, care amiche e ospiti, è per me un onore essere qui con voi oggi a presentare per la prima volta il mio Diario poetico mestruale.

Alcune di voi ci tenevano a sentirmi parlare del mio percorso con la scrittura. Avrei potuto parlarvi dei miei taccuini di adolescente recuperati con vergogna qualche giorno fa […]

Ma ho avuto difficoltà nel raccontarmi in questo modo. Trovo che sia essenziale avere una propria narrazione di sé, ma mi sono rivelata non ancora abbastanza pronta. Mi scuserete per questo.

E allora ho deciso di parlarvi del mio percorso creativo e biografico da quando vi ho incontrate. Ci siamo conosciute con un testo che era un elenco delle cose che mi erano state sottratte da un amore passato, L’inventario delle cose incerte. La fine di una storia importante, devastante, logorante. Ogni giorno avevo a che fare con la paura e l’ansia della morte, con la constatazione dell’ingiustizia del mondo, oltre che con la perdita di una persona che, nonostante tutto, avevo amato e continuavo ad amare intensamente e immensamente. Contemporaneamente, gli incontri all’interno di Alveare mi hanno stimolato molto. Nel pensare a una modalità di fare mondo attraverso il femminile che potessi sentire mia il più possibile […]

È così che Diario poetico mestruale raccoglie 26 poesie: una poesia al giorno dal primo giorno di mestruazioni al primo delle mestruazioni successive, nell’arco di tempo che va dal 29 marzo 2025 al 23 aprile 2025.

Nasce dall’esigenza di studiare il corpo mestruante e le sue relazioni con il mondo esterno. È stato uno studio davvero essenziale per me e la mia crescita, di donna, oltre che di poeta: ogni giorno scoprivo qualcosa di me e la riconnettevo con la mia fisiologia. Non per reagire a essa o contrastarla, ma per muovermi con essa. Così ho scoperto che il mio ciclo mestruale ha un alfabeto emotivo che parla di movimenti di energie. Con la giusta attenzione e il giusto ascolto lo si può interpretare al meglio. Perché il corpo mestruante non rovina l’umore, ma lo riflette, potenzia ciò che già c’è. Esso non ci sabota, ma ci spinge solo a sentire in modo più autentico il nostro abitare il tempo, lo spazio, il corpo […]

Ho sfruttato così il mio essere ciclica – e non lunatica – per liberarmi da tutte le energie negative della fine della storia di cui sopra. Non è stato semplice e non è stato definitivo. Ma è stato utile.

Le 26 poesie che fanno parte del mio Diario parlano anche di questo. Come di quanto possa essere difficile attribuire la violenza e, quindi, il necessario distacco laddove si è sempre visto amore. Ma Diario poetico mestruale parla anche dell’amore per me stessa, di un’invocazione di altre donne a supporto della mia battaglia, della presenza costante di mia nonna.

Un grazie speciale per tutto questo lo devo a Maria Teresa Funtò, che mi ha invitata a prendere parte ai vostri incontri e così incoraggiata ad aprirmi in uno spazio che sono fiera di aver conosciuto e frequentato. Grazie a tutte voi per l’accoglienza, l’attenzione, la fiducia. Buon ascolto.”

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