
Scoperte archeologiche e ipotesi interpretative, studi specialistici e approcci non accademici, catalogazioni settoriali e intrecci multidisciplinari: non è semplice incamminarsi sulle tracce della Dea, presenti in Salento come nell’intero Pianeta. Paleolitico e Neolitico sono stati segmentati in sotto periodizzazioni, alcune distinte addirittura a livello geografico locale, che possono creare immediato distacco dal tema del culto preistorico, o forse meglio dire dei culti preistorici, di un’idealizzazione sacra femminile; già sorprende che dopo gli studi sistematici di Marija Gimbutas, e quelli che sono seguiti da parte di studiose e studiosi – a lungo fortemente osteggiati e dileggiati – il mondo accademico abbia ormai accettato e accreditato le ipotesi dell’archeologa ed etnologa lituana.
La già Università del Salento ha contribuito alle ricerche e alla sistematizzazione grazie alla figura di Elettra Ingravallo, “intellettuale dell’archeologia”, mancata il 29 febbraio 2020, i cui contributi sono stati ordinati in alcuni testi fondamentali come «La Grotta dei Cervi e la preistoria nel Salento» [co-autrici Giorgia Aprile e Ida Tiberi, editato da Manni Editore] – nella cui scheda editoriale si legge:
« La Grotta dei Cervi fu sede di cerimonie collettive in onore della Grande Madre e secondo Elettra Ingravallo vi sono confluite genti da tutto il bacino del Mediterraneo, fino a farne un fondamentale crocevia per stringere patti, scambiarsi doni, incontrare persone di altri luoghi. Il fascino delle pitture che si snodano lungo le pareti della Grotta dei Cervi racconta di un linguaggio che non conosce barriere territoriali e nell’essere evocativo si fa cerimonia, preghiera, narrazione.»
Altre pubblicazioni della professora Ingravallo sono oggi irreperibili in commercio, e pare una gran perdita non poterle liberamente acquistare, – o forse può apparire una non trascurabile ‘dimenticanza’?
Nell’ambito degli studi non propriamente accademici, in Italia e in Europa, molti materiali sono pubblicati online. Numerosi sono i siti consultabili e fra questi si trova materiale sistematizzato, variegato e molto curato nel sito Preistoria in Italia ( https://www.preistoriainitalia.it/).
“Preistoria in Italia si pone come obiettivo primario la raccolta, la conservazione in un luogo virtuale di facile accesso e la condivisione libera delle informazioni attualmente disponibili circa manufatti, luoghi, miti riconducibili agli strati delle civiltà – pacifiche e incentrate sui valori femminili di protezione e cura della vita – che hanno preceduto le più note culture patriarcali storiche. La civiltà della Grande Madre o Grande Dea, o Dea Madre, prese forme e creò simbologie comuni in luoghi e momenti diversi di un periodo molto esteso che va dal 35.000 a.C. al I millennio a.C. inoltrato, per quanto riguarda il continente europeo. Le numerose statuette femminili, le cosiddette Dee o Veneri, sono l’icona più nota di questa matrice culturale comune.”
La proposta di Alveare Lecce prende avvio dal ciclo di incontri tenuti in gennaio e febbraio 2025, a cura di Pina Nuzzo. Dedicati agli studi di Marija Gimbutas e alla loro influenza sul lavoro di numerose artiste italiane e internazionali, hanno dato lo spunto al desiderio di continuare da un lato ad approfondire le tematiche di ordine simbolico legate all’arte preistorica, dall’altro a ripercorrere fisicamente alcune tappe fondamentali per la testimonianza dei culti preistorici della Dea nel nostro territorio, soprattutto la Grotta dei Cervi e la Grotta delle Veneri.
Tornare sulle tracce della Dea nel Salento vuol dire anche rendere omaggio a Elettra Ingravallo, che ha lasciato un segno nella ricerca accademica e che tante di noi hanno conosciuto e apprezzato nella vita sociale di Lecce. Da questo intreccio ci avviciniamo a lei.
Elvira Visciola eAlessandra De Nardis, fondatrici del sito Preistoria in Italia, con Giusi Di Crescenzo della redazione, si focalizzeranno sulle statuine paleolitiche in Puglia e in Italia, soffermandosi sulle statuine neolitiche pugliesi e sui siti più interessanti.
Mariateresa Funtò curerà un approfondimento sull’influenza di alcuni “simboli” della Dea sulle Avanguardie Artistiche (Dal Cubismo al Simbolismo, passando per l’egittomania otto-novecentesca) dell’Art Déco, evidenziando la non sempre inconsapevole riattribuzione di significato da “femminile” a “maschile”. Una ricodifica secondo la lettura di Gimbutas potrebbe dare strumento utile per affrontare e ‘superare’ la diffidenza forse preconcetta rispetto all’arte non figurativa (e contemporanea tout court), in particolare da parte delle donne?
Prevediamo uscite organizzate per visitare i siti preistorici salentini fruibili, come ad esempio Veretum e Centopietre a Patù, Giurdignano o Vaste;. E al Museo di Castromediano a Lecce, il Marta di Taranto e la mostra sulla Grotta dei Cervi al Castello di Otranto.
PROGRAMMA
INCONTRI SU ELETTRA INGRAVALLO
Venerdì 30 gennaio ore 18,00 Marisa Forcina – Elettra Ingravallo, accademica per professione/archeologa per passione.
Venerdì 13 febbraio ore 18,00 Carla Petrachi – La Grotta dei Cervi “un racconto che si snoda, una storia condivisa”.
PREISTORIA IN ITALIA
Venerdì 20 e sabato 21 marzo ore 18,00
Elvira Visciola, Alessandra De Nardis, Giusi Di Crescenzo venerdì illustrano il Sito e l’Associazione, sabato ci accompagnano sulle tracce della Dea nel Salento.
APPROFONDIMENTO
Venerdì 17 aprile ore 18,00 Mariateresa Funtò – Influenza dei “simboli della Dea” sulle Avanguardie Artistiche
Da definire, tra maggio e giugno, le date del LABORATORIO conclusivo e delle USCITE ORGANIZZATE
Tutti gli incontri, aperti alle socie e alle donne interessate, si tengono in Alveare Lecce





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