Sabato 23 novembre 2024 Giardino d’Inverno di Alveare Lecce inaugurazione della mostra itinerante Mail-art Trame di vita Trame di pace

Contributo di Katia Ricci

Nello scenario della società contemporanea, l’arte assume un rilievo fondamentale come strumento critico e politico.  In particolare negli ultimi anni, è cresciuto  l’impegno di artisti/e sulle  questioni che riguardano l’attualità attraverso le loro opere, facilitato dall’uso di strumenti digitali,  che hanno consentito loro di raggiungere un pubblico molto vasto e di diffondere in modo rapido ed efficace i loro messaggi. Anche le città sono investite da nuove forme d’arte che mirano all’occupazione dello spazio pubblico e  diventano teatro di nuove sperimentazioni culturali, in cui artisti/e agiscono su territori non deputati generando spazi di socialità, occasioni di incontri, attraverso forme d’arte e performance agite anche in modo illegale.

Tra le varie forme d’arte, l’ ARTE POSTALE o mail art è  senza dubbio la più grande espressione artistica  al di fuori del mercato dell’arte  per numero di partecipanti e per estensione geografica. Consiste nella spedizione di una piccola opera su un tema dato al curatore o curatrice dell’iniziativa Basata sulla  comunicazione, la sua origine si può far risalire   all’inizio degli anni Sessanta quando fu influenzata dalla tendenza degli  artisti Fluxus di intrecciare  vita e arte; all’epoca artisti di vari ambiti, editori e poeti  cominciarono a produrre, sotto la guida dell’artista lituano-americano George Maciunas, cartoline postali, francobolli e piccoli oggetti spediti per posta. Uno dei primi a cui si deve la diffusione di questa forma d’arte fu lo statunitense Ray Johnson.

Fin dagli inizi e durante gli anni Settanta, la mail art si diffuse con la caratteristica di opporsi all’establishment culturale e politico, si è poi sviluppata  in tutto il mondo per le sue caratteristiche democratiche, basate sulla libera comunicazione,  reciprocità e scambio creativo senza censura.                                           

La pratica della mail art, che non ha scopo di lucro, si serve delle tecniche più disparate, ha un carattere politico di resistenza a ogni forma di  potere e di censura,  è particolarmente adatta a veicolare pensieri, parole, messaggi che hanno stretti legami con l’attualità e profondi significati sociali e politici. E’, infatti,  lontana dai condizionamenti, dalle mode del cosiddetto sistema dell’arte e  crea relazioni tra i partecipanti e tra  mittente, destinatario, spettatore. La comunicazione mail artistica, che, come si è detto, è fuori dal mercato,  si avvale di reti che coprono l’intero pianeta.

Si inserisce in quel movimento dell’arte  degli inizi del secolo scorso nato dalla ribellione degli artisti contro la società di massa. L’accusa che gli artisti rivolgevano alla borghesia era di essere “filistei”, vale a dire di usare il criterio di utilità e valore materiale anche per l’oggetto artistico  che diventava uno status simbolo, con uno scopo diverso da quello per cui era nato.

La mail art è un’arte relazionale  perché presuppone l’esistenza e nello stesso tempo la crea,  di una rete di relazioni e di scambio con la partecipazione attiva del pubblico, un’arte che non si presta alla contemplazione, ma a stabilire un legame, uno scambio con chi guarda.

Altra caratteristica della mail art è la considerazione che l’atto creativo non è appannaggio dell’artista, ma è qualcosa che attiene alla vita e al bisogno di ognuna/o di esprimersi.

La mail art si è diffusa in tutto il mondo con caratteristiche diverse. Per esempio mentre i nordamericani si ribellarono al formalismo, alla moda, ai musei, ai critici, al sistema dell’arte, nell’America del Sud, gli artisti   si opposero ai propri regimi repressivi e la mail artrappresentò  una lotta rivoluzionaria  per la quale gli artisti furono incarcerati, torturati, esiliati e assassinati.

Anche nell’Europa dell’ Est gli artisti si servirono della mail art per criticare i regimi e furono perseguitati. Durante la  guerra dei Balcani negli anni Novanta, i pacifisti e mailartisti serbi soffrirono  censure e persecuzioni

Anche in Giappone si è diffusa la mail art con un particolare interesse per la pace. 

La mail art ha interessato molto le artiste che volevano intrecciare l’arte con la vita ed esprimersi creativamente al di fuori del mercato.

 May Wilson corrispondente ed amica di Ray Johnson, pioniera femminista della mail art a New York.

All’inizio del 1975 fino al ‘79  un gruppo di donne in tutto il mondo a partire dall’Inghilterra iniziarono  a inviare tra loro piccole opere d’arte attraverso il mezzo postale.  Avendo poche risorse molte  di loro usavano vecchi imballaggi, abbigliamento, riciclando cose di uso comune. Cercavano di unire aspetti apparentemente disparati: il privato, domestico e personale con politico e sociale Monica Ross è stata la co-responsabile dell’iniziativa collettiva che ne seguì di Arte Postale Feministo: Rappresentazioni dell’artista come casalinga, presso l’ ICA di  Londra, nel  1977, 

Dalle sue origini la mail art rappresenta, dunque,  un linguaggio che evidenzia l’importanza delle differenze a partire da quella uomo donna ed è espressione del  multiculturalismo  e delle varie identità e personalità artistiche che  coesistono e si confrontano. I mailartisti hanno sempre lottato  per la giustizia sociale e hanno creato progetti che esaltano la diversità culturale, etnie e classi sociali.

Da alcuni anni curo mostre di mail art organizzate dalla  Merlettaia di Foggia a cui si è poi unita la Rete delle Città vicine  e quest’anno con la mostra Trame di vita Trame di pace  anche le artiste dell’Alveare di Lecce.

Il tema che proponiamo è scelto tra quelli al centro di riflessione e discussione di donne e uomini delle associazioni interessate e spesso riguarda l’attualità. Dallo scambio di pensieri, dal racconto delle proprie esperienze e a partire dal proprio sentire emergono spunti che proponiamo nella lettera di invito rivolta ad artisti/e, e non, con cui siamo in relazione e che a loro volta invitano altre/i. Si crea così una ampia rete che comprende varie città italiane e anche straniere. Abbiamo cominciato nel 2013 con “ Immagina che il lavoro” che riprendeva il titolo della pubblicazione del Sottosopra, poi  nel 2015 Kintsugi, ispirata alla tecnica artistica giapponese che consiste nel riparare una ceramica rotta con l’oro o l’argento. Questa modalità può aiutare ad affrontare e riparare, senza cancellarli ferite e dolori in casi di un forte  conflitto come capita quando c’è uno scambio reale tra persone. 

“In cielo, in terra e…in mare”del 2016  allude alla libertà femminile,  l’imprevisto della storia  che non stava né in cielo né in terra, ma che le donne sono riuscite a conquistare.

Nel 2017 “Concepire l’infinito”, tema dettato da una riflessione e una serie di letture  in cui eravamo impegnate/i da alcuni mesi in incontri presso La Merlettaia. Nel 2018“Ci deve essere un luogo in comune”,  tratto da un passo del libro di Antonietta Potente Come un pesce che sta nel mare,  che recita: “Ci deve essere un luogo in comune, uno spazio, un cuore dove viviamo, nella verità della differenza, questa bellissima appartenenza gli uni dagli altri, le une alle altre”.

La mail art del 2022 “Rigenerazione” nasce dall’ispirazione dell’opera di Shamsia Hassani, Donna che vola sopra il Covid 19 e la guerra. Ci chiedevamo: Come, in che cosa ci sentiamo trasformate/i?  Come è cambiata nel sentimento di ognuna/o la città? e l’ambiente naturale? È possibile creare un nuovo rapporto tra tecnologia e natura? Che cosa abbiamo scoperto di diverso sulla nostra percezione del corpo, la vecchiaia, la cura, la fragilità? Nel 2023 “Donna Vita Libertà”  esprimeva solidarietà alle donne iraniane  e sottolineava la continuità fra le parole donna vita e libertà. Nel 2024 la scelta del tema “Trame di vita Trame di pace” è stata inevitabile in un  periodo buio dell’umanità, ma nello stesso tempo illuminato da sprazzi di luce e di speranza per le azioni di tante donne e uomini in ogni parte del mondo tese al cambio di civiltà.

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